Se le primarie nazionali che dovranno indicare il vertice del Partito Democratico risultano “mutilate”, e principalmente concentrate sul duo Veltroni / Bindi, le primarie regionali nelle Marche sembrano blindate! Si stanno delineando proprio così! E le responsabilità, va detto, non stanno solo dalla parte di chi in quattro e quattr’otto, sono riusciti a mettere in piedi una proposta vissuta da alcuni, “di vertice ed oligarchica”, sostenuta (poi) magari ossequiosamente, da gran parte dei dirigenti dei partiti di riferimento: le responsabilità stanno anche dalla parte di chi, alla proposta “della oligarchia” non vuole contrapporsi, per il timore, vien da dire, di non urtare le suscettibilità di qualche gruppo di potere. Si! La situazione nelle Marche si può leggere anche così.

Naturalmente “i migliori” porteranno ragioni “plausibili” ma ciò che si sta profilando è che le figure che potrebbero essere di riferimento “alternativo”, alla proposta dei “poteri forti” si stanno defilando dalla competizione, sebbene poi non si trattengano dal lamentare quella condizione di blindatura della situazione, che appare di fatto.

Nella nostra Regione, per il vertice del Partito Democratico regionale, a sostegno della candidatura di Veltroni, si avanza una proposta che si definisce “molto condivisa” e di “maggioranza”, pensata da quei pochi che nella Regione contano, che affiancherebbe i già responsabili regionali dei DS e della Margherita, che hanno “esperienza” e capacità. Si tratta di una proposta che per la verità, sa più di “vecchi vizi” della partitocrazia, e che chissà, per questo, poco dovrebbe essere gradita al Leader nazionale, che invece chiede sui media, percorsi di coinvolgimento e partecipazione dal basso. Non credo che Veltroni voglia e possa contestare le scelte locali dei suoi sostenitori, ma è bene che sappia che talvolta i processi, e le scelte che si fanno localmente, non sono ne nuove ne innovative, neanche per il nuovo Partito Democratico.

L’area Bindi, nelle Marche, che pure cerca di organizzarsi, sarà la “bella” Cenerentola della partita. Avrà un buon risultato minoritario, sia per la credibilità della Candidata nazionale, sia per la capacità organizzativa del gruppo, sia per quel senso diffuso di diffidenza e forse sfiducia che si nutre “verso i vertici”; un sentimento però, che spesso si preferisce celare. La Bindi, nelle Marche, pagherà il prezzo della mancanza di “candidati di punta”, non riuscendo ad assumere a pieno, l’idea di scommettere sulla “novità”, che si valuta e si teme perdente.

Il confronto nella nostra Regione, finirà per essere tra il nuovo che non avanza, anzi! e la paura di sperimentare il nuovo. Il rischio è che così il Partito Democratico farà fatica a dare segno di sé.

Gioacchino Guastamacchia

Coordinatore dell’Associazione LibertàEGUALE di PU

Il Partito Democratico è una necessità non certo una opzione. E per corrispondere alla esigenza che la politica cambi, deve essere percepito, apparire, ed essere davvero diverso. Fino ad oggi, per come si sta costituendo il Partito Democratico, possiamo solo vedere comportamenti poco, ma molto poco innovativi, sia a livello nazionale che a livello locale, che a questo punto del percorso significa quali scelte si stanno facendo ai livelli regionali. Poca novità a livello nazionale, perché le primarie che si stanno preparando coinvolgono sostanzialmente un duo, Veltroni / Bindi, che produrrà un esito “scontato” a favore di Veltroni, con la Bindi che cercherà il risultato solo in termini di percentuali di minoranza, le più alte possibili, almeno per “contare” di più, mentre gli altri concorrenti, Letta compreso, che pure gode del sostegno degli apparati dei partiti principali, occupano lo sgradito ruolo di comparse del gioco democratico. Si tratta di primarie assolutamente “mutilate”. Le hanno volute così, i vertici dei partiti importanti, forse per poterne predeterminare gli esiti, consentendo a chi deve, di schierarsi compatti, per continuare ad occupare ruoli e capacità di pressione, sebbene in retroscena. I livelli locali, in questa fase il regionale, e perché no prossimamente i territori provinciali, riproducono pari pari i comportamenti nazionali, se non ulteriormente appesantiti. Nel pieno dell’estate, importanti politici locali, ovviamente amministratori di rilievo, hanno avanzato una proposta di candidatura regionale. Il sistema ed il metodo benché democratico, consiste nel fatto che da 2 a 4 soggetti “fortemente rappresentativi dei loro territori” candidano alla Presidenza del Partito Democratico Regionale delle Marche, una singola persona, o forse una coppia, candidandoli alla Presidenza e Vice-Presidenza. Si tratta naturalmente di politici “con esperienza”, che garantiscono sulla diversa appartenenza all’origine; insomma è bene che i candidati siano un già DS ed un già Margherita, (se così finirà!) i quali accettano la candidatura proprio perché è sostenuta dai poteri forti locali, senza poter dire se l’avessero accettata anche per solo spirito di piacere e gusto della politica. E non si vede all’orizzonte altra candidatura che abbia minimamente il carattere di candidatura realmente concorrente. Certamente coloro che hanno avanzato per primi una proposta hanno un indubbio merito, essere stati i primi a proporre; mentre coloro che faticano a trovare candidati alternativi che siano effettivamente concorrenti, dovranno valutare se la causa sta solo nella carenza di personale “politico” nella Regione, o si tratta d’altro, non esclusa la valutazione che non sia il caso di mettersi in gioco in alternativa ad una candidatura…..”rilevante”. Se fosse il caso di una limitatezza del personale politico regionale, ci sarebbe molto da riflettere, se fosse il caso che altri candidati preferiscono evitare “il confronto” ci sarebbe da riflettere ancora di più.

Gioacchino Guastamacchia

Coordinatore dell’Associazione LibertàEGUALE di PU

Incontro a Pesaro

Agosto 10, 2007

Il gruppo di supporto a Rosy Bindi della Provincia di Pesaro e Urbino si incontra Giovedì 16 agosto alle ore 21 c/o la 2° Circoscrizione di Pesaro (Zona 5Torri)

Un Partito veramente nuovo della Sinistra Riformista e Democratica, impegnato in un profondissimo cambiamento della Politica; che comprenda la “stanchezza” delle persone, e che sconvolga quel “vecchio” modo di fare politica che il Paese ripudia; che rinnovi la sua classe dirigente, anche in visibile discontinuità con chi oggi ha il Potere! favorendo una presenza consistente di giovani, di donne e comunque di persone capaci di comprendere la complessità sociale; animate non dal solo carrierismo, e vogliose di spendersi a favore delle riforme e dei cambiamenti, di persone capaci di dare risposte nuove ai problemi. La Responsabilità politica deve sostituire il Potere ed i Privilegi!Un Partito del Lavoro, impegnato a considerarlo come base per il riconoscimento dei meriti e delle capacità che le persone hanno, che valorizzi quei bagagli culturali e professionali acquisiti, da riversare nei tanti mondi del lavoro: dipendente, autonomo, nel campo della produzione e dei servizi, professionale, e intellettuale; Un Partito che contrasti la precarietà e le pratiche clientelari, relative al lavoro.

Un Partito impegnato nella costruzione di un moderno ed adeguato Sistema Sociale dei Diritti dei Cittadini e dei Consumatori, in cui il lavoro è alla base delle uguaglianze e delle opportunità; che sostiene con le politiche del lavoro e di welfare chi il lavoro non ce l’ha. Un modello fondato sulla responsabilità sociale, in opposizione ad un modello in cui trovano spazio “convenienze” ed “approfittamenti”, dove chi può approfittare, si cura solo degli affari propri, nel disinteresse del complesso sociale.

Un Partito impegnato nel rispetto delle diverse sensibilità culturali e religiose, difensore della Laicità dello Stato e della Politica, che è a fondamento della democrazia, e a garanzia che le scelte operate dalle Istituzioni siano fatte guardando esclusivamente agli interessi della comunità; che realizzi una Politica veramente trasparente ed imparziale, che ripudi le logiche clientelari, dannose in una moderna società dei diritti e dei meriti.

Un Partito impegnato a dare vitalità ai valori di fondo del Socialismo Democratico e Riformista, valori capaci di dare concretezza alle libertà di pensiero, di informazione e di cultura, e capaci di qualificare l’idea di libertà economica e d’impresa, nel rispetto delle compatibilità ambientali e sociali. Un Partito impegnato a condividere con i Democratici e Socialisti, i progetti e le azioni politiche a livello europeo e internazionale.

E tu che ne pensi?

Proviamo a fare in modo che il 14 ottobre, Programma, Dirigenti e Segretario li scegliamo in tanti?