Incontro pubblico con Pietro Ichino a Pesaro e…altre note.
Ottobre 7, 2008
Il 24 ottobre prossimo PIETRO ICHINO sarà a Pesaro, per un Incontro Pubblico, organizzato da LIBERTA’eguale in accordo con CGIL CISL e UIL e le Categorie del Pubblico Impiego.
Il secondo tema di qs note, riguarda invece l’Assemblea Naz.le di LIBERTA’eguale. E’ a questo riguardo che ho avuto la necessità di prendere del tempo, proprio per verificare gli sviluppi del Dibattito Politico, nei giorni a seguire l’Assemblea. Oltre ogni aspetto celebrativo, si trattava del 10° Anniversario dell’Associazione, l’Assemblea ha messo in evidenza, una certa difficoltà, e varietà del Dibattito interno al PD.
Dopo l’Assemblea scorsa, che fu quella dove Walter Veltroni, dichiarò la volontà del PD di andare da soli alle Elezioni (scorse) – in questa circostanza, la Discussione e gli interventi, hanno invece messo in evidenza, …..la fatica che il PD sta vivendo, la fatica di quel PD che Veltroni aveva profilato con il Discorso del Lingotto, e che LIBERTA’eguale aveva fatto suo senza alcuna incertezza. Si tratta per l’Associazione, certamente di una difficoltà da crescita, in fondo si dice, si è costruito un Partito vero, e da capo (senza tralasciare le problematiche di un Partito che ha risentito molto delle sue ….pressioni oligarchiche) ma altrettanto certamente, si configura come la difficoltà di un Partito che fatica a sostenere una Linea Riformista, costretta com’è da Berlusconi e dal suo Governo, a fluttuare nelle questioni più serie, trattate con un altissimo tasso di semplificazione. Volendo quì sintetizzare e chiudere, LIBERTA’eguale, ricolloca se stessa su un terreno di impegno intellettuale e di proposta politica a forte matrice Riformista, proponendosi nel ruolo di soggetto “diversificante”, e propositore di “altre” Tesi, da quelle che in qs fase, spesso prevalgono nel PD. Non c’è alcun dubbio nell’Associazione, sulla interpretazione Riformista, dei Temi della Politica da parte di Veltroni, appare evidente però, che questa fase, ed i soggetti che entrano in gioco, dalla maggioranza, alla forma di opposizione sviluppata da Di Pietro, ad altri esponenti del PD, che su svariati temi sono entrati in tensione con la Leadership Veltroniana, fino alla prossima Manifestazione del 25 ottobre, stanno spingendo verso una modalità della Politica, che fa prevalere gli aspetti “mediatici” a quelli di analisi a pratica. Non è esattamente la maniera di sviluppare l’azione politica che LIBERTA’eguale preferisce. L’impegno dell’Associazione si vuole sviluppare sui temi della Scuola, delle Riforme sulla Giustizia, a quella Elettorale, alle Politiche “Industriali” e del Lavoro; gli ambiti relativamente ai quali appare in grado di avere un ruolo propositore di qualità. Questo è risultato essere il Piano di lavoro per l’anno a venire, ben sapendo che in mezzo….. ci sono scadenze che possono mandare all’aria i piani più….ambiziosi.
Essere-partito-democratico
Ottobre 1, 2008
Con piacere partecipo alla diffusione di questa presa di posizione che invito a sottoscrivere e diffondere
Questo “richiamo” al segretario nazionale ed al gruppo dirigente del PD, per noi di LibertàEguale, alla vigilia dell’Assemblea Nazionale dell’Associazione, speriamo possa contribuire a rilanciare con forza un progetto nel quale molti di noi sono coinvolti, e nel quale, sebbene con evidenti dubbi da parte di altri, continuiamo a …credere.
Grazie
Gioacchino Guastamacchia
Al Segretario Nazionale
e al gruppo dirigente del Partito Democratico
Essere-partito-democratico
“Essere, partito e democratico, erano queste le tre parole che ricorrevano con maggior frequenza nel discorso tenuto il 27 giugno 2007 da Walter Veltroni al Lingotto di Torino. Tre parole che rincorrendosi e intrecciandosi a migliaia di altre in un discorso di novanta minuti avevano spinto milioni di italiani a credere che “una nuova stagione” politica fosse non solo possibile ma imminente. Una nuova stagione per il centro sinistra che finalmente poteva identificarsi in un partito che affermava con forza il valore delle libertà individuali, che individuava nella crescita economica, nella competizione e nell’innovazione la strada per una maggiore equità sociale, che riconosceva la centralità della piccola e media impresa nel nostro sistema produttivo, che aborriva lo sperpero del denaro pubblico in nome del cittadino-consumatore e sfidava la destra in nome delle riforme necessarie “contro tutti i conservatorismi”. Un partito “aperto, in primo luogo ai giovani”, il cui gruppo dirigente avrebbe dovuto “essere composto, a tutti i livelli, dai nuovi ragazzi che nei partiti come nella società hanno voglia di spendersi per il loro futuro e per quello del Paese. Aperto ai cittadini, quei movimenti che nel corso di questi anni hanno interpretato meglio la domanda di cambiamento, di rinnovamento della politica che veniva dalla società italiana. Aperto a livello regionale, dove insieme coloro che vengono da storie e da appartenenze di partito” avrebbero dovuto “partecipare contare e decidere, associazioni, gruppi, comitati e singoli cittadini”.
Quella piattaforma politica trovò il consenso di due milioni e mezzo di elettori “paganti” e, qualche mese più tardi, permise effettivamente al PD di inaugurare una “nuova stagione” liberandolo dalle alleanze coatte e proiettando la sua azione – attraverso un programma elettorale serio, concreto e credibile – sul terreno delle riforme necessarie al Paese. Quella piattaforma politica e quel programma elettorale convinsero il 33% degli elettori italiani a fidarsi del Partito Democratico (nonostante le macerie del Governo Prodi fossero ancora lì, fumanti a testimoniare il fallimento della coalizione).
Quella piattaforma politica e quel programma mantengono tuttora inalterata la loro carica innovativa, la loro solidità e la loro legittimazione. Rinunciare al loro perseguimento, metterli continuamente discussione finanche sconfessarli senza un passaggio congressuale significa compromettere irrimediabilmente la credibilità del PD agli occhi degli elettori. Questo non può e non deve essere accettato dal gruppo dirigente del partito ma soprattutto non può e non deve essere in alcun modo tollerato dal Segretario.
Il partito nel quale ci riconosciamo e del quale vorremmo continuare ad ESSERE parte attiva è quello “concepito” al Lingotto di Torino, il progetto di riforme che continueremo a sostenere è quello indicato nel programma: “dieci pilastri e un metodo”. Al loro rispetto e ad un loro chiaro e forte rilancio vorremmo richiamare il Segretario nazionale e tutta la classe dirigente del PD, nazionale e locale.
Per continuare ad ESSERE-PARTITO-DEMOCRATICO, per continuare ad essere CREDIBILI.
Cristian Amatori; Luigi Marattin; Antonio Funiciello; Massimo Rubechi; Ivan Buccoglieri; Gioacchino Guastamacchia; ”