Un punto di vista divergente sulla vicenda Fiat

gennaio 18, 2011

Questa nota nasce d’impeto, maturata la sera precedente al giorno di scrittura, ovvero maturata ieri sera, rispetto ad oggi, per quanto è stato forte “il pugno nello stomaco” che ho ricevuto partecipando per la prima volta al Direttivo del PD di Pesaro, ed ascoltando l’intervento a riguardo della “posizione del PD Nazionale”, sulla vicenda della FIAT.
Chi l’ha esposta al Direttivo, un Parlamentare, l’ha presentata come la riflessione che nella giornata di oggi, la Direzione Nazionale del PD, dovrebbe fare, sulla vicenda Fiat.
Io spero, (e scrivo prima che le notizie giungano dalla Direzione) che quella presentata, NON sia la riflessione del PD nazionale, e che l’onorevole che l’ha presentata a noi, non sia stato particolarmente bravo nel presentarcela, perché ciò per cui è stato magistralmente bravo, è stato rendere evidente, se così fosse, che il PD sulla vicenda Fiat, non ha per nulla le idee chiare.  Ci è stato spiegato di quanto sia difficile stare dichiaratamente, con una parte o con l’altra degli schieramenti. Che hanno ragione quelli a favore dell’accordo, ma hanno le loro ragioni anche quelli contro l’accordo in Fiat, e che il PD, accettato per quello che sarà, l’esito del Referendum sindacale, favorirà un Dibattito Parlamentare sulle forme di Rappresentanza sindacale. Straordinario!
Il Principio di Complessità, che ho richiamato in altri scritti miei, mi fa dire che è vero, che le ragioni ed i torti, stanno dall’una e dall’altra parte, sempre, ma ciò che non è stato detto, e che spero che il PD prima o poi dica, è che questa della Fiat, non è una vicenda sindacale di contingenza, è invece, un passaggio, che determinerà un cambiamento radicale, profondo, delle Relazioni tra le Parti Sociali, (e ben vengano) senza però proferire parola, su chi sia stato, o siano stati, più di altri, i Soggetti Sociali che hanno determinato questa situazione di difficoltà complessiva nel Paese.
Viene accettata, anche dal PD, una “responsabilità” dei Lavoratori, dei Sindacati, della “rigidità” che questi mantengono, inopportunamente, in un Mondo ormai globalizzato, dove le Economie competono tra loro, senza più moderazione, dove chi costa meno, e lavora di più, vince.  Non è un presupposto d’analisi falso, è semplicemente semplificato, banalizzato, ad uso di massa.
Se noi non siamo competitivi, costiamo, e siamo anche un po’ fannulloni, sia nel Pubblico come nel Privato, è innanzitutto, e prima di tutto, Responsabilità della Classe Dirigente di questo Paese, che ci ha portati, e ridotto, ad essere un Paese non competitivo, in termini appunto di Sistema Paese.
Qui prima ancora che i Lavoratori della Fiat, o i Dipendenti Pubblici, a non essere competitivo è il Sistema Economico e Sociale del Paese, e l’Opinione Pubblica, per maggioranza composta da Disinteressati, Disinformati, oltre che da Ignoranti, e da Istruiti senza Cultura, viene orientata dai Media e dagli Opinionisti, a vedere nei Lavoratori, Pubblici e Privati, nei Sindacati “antagonisti” (vi prego ditemi dove sono!!) i soggetti principali delle difficoltà competitive del Paese.

Capisco che si possa interpretare la mia, come una lettura vetero-sindacale della situazione, eppure non ho nessuna intenzione di difendere alcuna delle Categorie dei lavoratori, tanto meno dei loro Sindacati. Con il mio punto di vista, vorrei solo riposizionare le Responsabilità, dicendo chi, a mio parere, le Responsabilità di questa situazione le ha, con maggiore significatività e rilevanza.
Se vale l’idea che è il Sistema Paese a mancare, le Responsabilità, non possono che essere a carico della Classe Dirigente, e preciso, necessariamente, chi e cosa intendo per Classe Dirigente: è’ Classe Dirigente del Paese, la Casta dei Politici, quella che nei decenni e decenni, ha tirato a campare di convenienze e affari suoi, anzicchè dare Strutturazione e Innovazioni al Paese.
E’ Classe Dirigente, la Categoria degli Imprenditori, manifatturieri e della finanza, quella che nei decenni e decenni, non ha mai avuto visione, muovendosi prevalentemente su livelli culturali e operativi locali, senza porsi mai, per davvero, il tema della Competitività del Sistema, e del Paese, curandosi solo e semplicemente dei “profitti suoi”, in una dimensione “domestica” del Mercato.
E’ Classe Dirigente, la Categoria, Casta, dei Sindacalisti, che per lo più composta da mediocri, nei decenni e decenni, ha fatto finta di contrapporsi al Sistema ed alla Cultura Imprenditoriale, assumendone pienamente ed implicitamente, per contro, le concettualizzazioni, ed i terreni di confronto, sempre impoveriti, come impoveriti, erano gli scenari in cui si operava, soprattutto quando le Analisi dovevano prendere in considerazione le variabili ed i fattori di Sistema Globale.
E’ Classe Dirigente, ogni Categoria, spesso Casta, che dotata di un qualche Potere contrattuale, ha operato, nei decenni e decenni, nell’interesse di Casta, e non del Sistema Paese.
Ora tutte queste Categorie di Classe Dirigente, anzicchè stare zitti, o addirittura ammettere in quanto Classi Dirigenti, le proprie Responsabilità, storiche e attuali, trovano facile, avendo a disposizione i Media, e gli Intellettuali, ed anche i Sindacalisti, stabilire, sentenziare e orientare, l’opinione pubblica, verso chi, a convenienza loro, responsabilizzare della situazione che viviamo, non prendendo ovviamente in considerazione, che le Responsabilità maggiori, sono loro stesse.

Marchionne ospite in Televisione, (nello specifico penso alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa”) fu pienamente condivisibile, perché pose innanzitutto, il problema della non Competitività del Sistema Paese, prima ancora di rendere responsabili della situazione, gli operai ed i sindacati.
Il giorno dopo quelle affermazioni televisive di Marchionne, solo Fini lo prese a male parole, potrei dire, perchè interpretò correttamente, unico tra i tanti, “la linea d’accusa” che si stava delineando. Gli “Altri”, Politici e non solo Politici, optarono per un più “saggio” silenzio, giocando sulle interpretazioni da dare, a ciò che Marchionne aveva detto in televisione, curandosi di sviare le cose.
Nei giorni a seguire, Marchionne, ha messo a margine le considerazioni sulla scarsa competitività del Sistema Paese, ed ha concentrato l’azione, sugli alti costi dei lavoratori Fiat, e sulla Fiom-CGIL, che ovviamente hanno le loro responsabilità, ma come dire…. che c’azzecca davvero, rispetto alla complessità delle cose, ed alle inefficienze di Sistema? Poco, pochissimo, rispetto al tanto.
Oggi, tutti i portatori di Opinioni, sono tornati a dire cose, perché le carte si sono di nuovo mischiate, confuse, agitate, e nella confusione, tutti possono dire tutto, senza cognizione di causa e ragionevolezza, tanto più se la mira sulla colpe, si è spostata su altri, sugli operai Fiat, e sul loro scarso rendimento lavorativo. Caspita che raffinatezza di Pensiero! Mediocri!

Capisco da solo che queste mie considerazioni “non sciolgono il nodo” odierno, incombente, del decidere con chi stare, oggi, se con la Fiom, o con gli altri Sindacati, perché mi sono dilettato a dare una Lettura divergente, ma ho dovuto farlo, perché ciò che ho sentito interpretare ieri sera, dall’onorevole del PD, mi ha chiuso lo stomaco per la sua inadeguatezza e sommarietà d’Analisi. Grazie

Gioacchino Guastamacchia

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