COSE DEI TEMPI NOSTRI

Ottobre 23, 2009

E’ molto ormai che mancavo di raccontare su qualche considerazione.

Era estate, passate da poco le Elezioni amministrative, a riguardo delle quali, mi pare pefino piacevole dover riprendere alcuni passaggi di quanto già scritto, a conferma, inaspettatamente rapida, della fondatezza di alcune considerazioni fatte, poi in questi mesi ne sono accadute di cose…

Davvero ho la sensazione che in pochi mesi, sia accaduto molto, moltissimo. Molte cose che mi pare chiariscano lo scenario che ci circonda, che viviamo.

Sono maturate, si sono fatte “chiare”, abbastanza chiare, interpretabili voglio dire, molte cose, nella dimensione della Politica, nazionale e locale, e nella dimensione della Società, o come vado dicendo, quando chiacchiero al bar, nella dimensione del nostro Costume, e Società.
Infatti credo che sia quello il nuovo terreno delle riflessioni. La Politica, mi pare ormai poco raccontabile, la Politica, ormai, mi pare interpretabile innanzitutto in una dimensione di Costume e Società, appunto.

Questa lunga premessa, mi obbliga a correre verso la fine, sintetizzando le opinioni che seguiranno.
Passo passo, velocemente, cominciando dalla ripresa di alcuni fatti e considerazioni sulla Politica locale.

1) Chi di voi conosce le faccende dei Socialisti locali, e le faccende dei Socialisti, pardon, degli “UNITI” in Consiglio Comunale a Pesaro? Scrivevo il 24 aprile:  “…Voglio però chiudere con una Dichiarazione d’atto di resa. I Socialisti Pesaresi, guidati per finta da un Segretario cittadino (ovviamente tralascio qui il Nome per rispetto personale) sono invece condizionati nel loro operare politico, e spero per loro solo Politico, dalla Eminenza grigia, Scriboni appunto, che, sostenuto da un mini gruppuscolo di nani e ballerine (il maschile ed il femminile si addicono alla realtà della circostanza) uno dei quali ambisce pure al Titolo di Assessore in Comune, a dir loro… “concordato” (Dio ci salvi semmai quel Candidato dovesse davvero fare l’Assessore).
Eminenza grigia dicevo, che fa e disfa a suo insindacabile piacimento le cose. Ora, che una mente geniale, possa guidare un gruppo, è solo auspicabile, ed ogni gruppo dovrebbe avere la fortuna di avere una mente geniale al suo interno, è che nella specificità dei socialisti pesaresi, di menti geniali, non se ne vedono proprio.
Vado a chiudere: Non so cosa fosse Scriboni, ai suoi tempi d’oro, di leader Socialista Pesarese, oggi, davvero è ben altro! E farebbero bene il PD, il Sindaco, i vari tanti referenti Politici delle varie forze politiche di Città e non solo, a rivedere questa idea, (diffusa?) che l’uomo sia il referente di quell’area. E’ un consiglio per il bene di molti. Io penso, che per rispetto verso lui stesso, sia meglio lasciarlo alla Storia…” Sapete come è finita: l’assessore concordato è diventato Assessore, che dire…. un pò discusso, mamma mia!! …..ma garantisce il Capo, e la Donna che più sembrava garantire l’area di comando, se ne andata sbattendo la porta, con un pugno di mosche in mano!! ed i Socialisti, I Socialisti, non quei cavoli di “UNITI” sono Commissariati, mentre “UNITI” imperversa alla ricerca di posti e poltrone. Logiche perverse! Ovviamente sto scrivendo del nulla, ma… Il Pensiero e la Cultura Socialista e Riformista hanno ancora valore in quest’epoca!!

2) A proposito del PD, dopo aver scritto un pò chiudevo così l’8 luglio: “….tralascio quindi qui ogni riflessione sul Dibattito Congressuale del PD. L’ho scritto le volte scorse, mi è piaciuto un po’ Franceschini, in questi mesi. Non  mi entusiasma! Eppure….! Non so se parteciperò al Dibattito! Un Pensiero finale! Ma ve lo immaginate l’ex Presidente della Provincia, Coordinatore Regionale del PD? E quì la stanchezza prende il sopravvento!”
Non ci credevo, non volevo crederci, invece è accaduto!!! Ho fatto Assemblee Congressuali del PD per la Mozione Marino, e quella scelta lì, sono sicuro di ciò che scrivo, è stata colta come una scelta “dovuta”, “di recupero” più che “gradita”. Per molti, malgradita, ma il PD (qui da noi, e non solo qui) è ancora un pò Culturalmente da “centralismo democratico”. Nelle generazioni avanti con gli anni, decisamente, nelle nuove generazioni, “Centralista” per assenza di altra Cultura Politica. Ho “coniato” un termine che credo valga per i più giovani del PD, o meglio, vale per una intera Categoria sociale punto e basta, “Istruiti senza Cultura”. Capisco che può essere pesante, ma non ce l’ho con loro, davvero, è il segno dei tempi.

E veniamo rapidamente al Congresso PD, alle Primarie. Uso scrivere alla vigilia, per mettermi in gioco con le mie letture. Le Primarie NON saranno un fallimento, Dio, nulla a che vedere con le tante persone delle occasioni precedenti , ma c’è talmente tanto bisogno di andare oltre la Berlusconite, che imperversa, che anche in preda alla delusione profonda che tocca “il popolo” del centrosinistra, alle Primarie ci si andrà comunque. Ma… con molto molto più disincanto delle volte precedenti, e direi però, con una sensazione chiara. Che se questa volta il PD non ci stupisce, nella sua capacità di darsi credibilità, e Gruppi Dirigenti qualificati, e temo che non potrà stupirci, credo che davvero il PD non possa ancora uscire dal guado in cui si trova, se questa volta il PD non ci stupisce, addà passà a’ nuttata!!

E la scelta della Segretria Reg.le delle Marche, è di quelle che non porta stupefazione. Letti con leggerezza i giornali dei giorni scorsi, giochiamo un po’: quanto ci scommettiamo che il PD Marchigiano al 40% non ci arriva neppure se vengono a votarci quelli del centrodestra?

Non me la prendo a male se tra qualche mese, qualcuno potesse dirmi che non capisco un c…o!
Finisco qui per necessità, non certo per mancanza di pensieri. E confermo che…ciò che forse occorrerà osservare con maggiore attenzione, è la nostra forma Culturale. Non siamo molto in forma, credo.

Gioacchino Guastamacchia

Carissimi! E’ chiaro che questa  nota ha un carattere un po’ diverso dalle precedenti.

Nelle scorse, inducevo a delle considerazioni, punto e basta, spesso per altro critiche, in questa, oltre a brevi considerazioni, induco ad un Voto di preferenza, il mio, alle prossime Elezioni Amministrative, per il Comune di Pesaro

E appunto, come sempre, brevemente, qualche riga da dedicare a qualche considerazione di tipo politica, non la tralascio.

Considero “significative” e meritevoli di qualche nota, due situazioni.

La prima è quella della situazione interna al PD; la seconda riguarda appunto questa tornata elettorale amministrativa, a Pesaro.

Per quanto riguarda la situazione del PD, su una mia precedente nota del 31 marzo u.s.  feci riferimento ad un ruolo di Franceschini, che mi pareva stesse, in qualche misura “ricostituendo” (direi in senso vitaminico) il PD.

E sebbene la mia storia personale, sia tutt’altro che democristiana, (di vecchio conio) cogliendo e trasformando un vecchissimo motto d’altri tempi, …sarei persino disponibile ad essere guidato da un ex democristiano, che sta comportandosi a parer mio, in maniera molto più condivisibile di altri, tanti notabili del PD, di altra diversa origine.

E poiché, purtroppo per noi, le origini presenti nel PD, sono molto prevalentemente, o di ex “Democristiani”, o di ex “Comunisti”, il completamento del principio viene da se!

Rispetto alle diverse personalità politiche, che scalpitano, per guidare il PD, dal Congresso del prossimo Ottobre, io ggi opto manifestamente per Franceschini. E così sia!

Immagino che verrò picchiato dai miei di LibertàEguale, ma… tanto mi conoscono, e questo è il mio pensiero.

Più attenta invece, deve essere la riflessione sulla situazione che si è venuta a creare a Pesaro, per quanto concerne le Elezioni Amministrative Comunali.

Tutti sanno ormai, che ci muoveremo su un terreno a “coltivazione intensa”.

Nove (9) Candidati a Sindaco, e 19 Liste. E’ tragica, ed è comica.

Seicento (600) e più Candidati al Consiglio Comunale, per 40 posti di Consigliere. Quasi fosse un Concorso Pubblico. Chiedo scusa, davvero, per essere anche io 1 di questi!

Mi sono confrontato con i miei di LibertàEguale di Roma, per capire le situazioni in giro per l’Italia.

Ho riscontrato una certa ….similitudine, per quanto concerne la crescita delle Liste Civiche, ma li ho stupiti, dando a loro il dato Pesarese.

Roba da non crederci, neppure per loro, che le vedono di tutti i colori.

Perché a Pesaro una tale situazione?

Non voglio e non posso dilungarmi oltre, vengo quindi a chiudere, prendendomi semmai l’impegno di ….una 2° occasione, tra qualche giorno, non foss’altro che per potervi ri-inviare i miei materiali elettorali.

E lo faccio in questo caso, consentitemelo, con una certa dose di…. diplomazia.

In quanto Consigliere di Circoscrizione, ed esponente del PD, ho avuto modo di discutere con il Sindaco uscente, in più circostanze.

Lo dico sinceramente, in “ristretta” mostra il meglio di se, ed appare una personalità anche interessante. Non credo però, che i più abbiano avuto modo di coglierlo in “ristretta”, dovendolo invece cogliere, per come pubblicamente risulta, e si coglie.

Voi credete che un Sindaco uscente “forte”, o colto in modo forte, dia spazio a qualsiasi personaggio, e dico a qualsiasi personaggio, di mettere in piedi una qualsiasi Lista Civica?

Oppure le tante Liste che si sono costituite a Pesaro, abbiano una qualche relazione con questo aspetto?

E finisco! Da Candidato, sto spiegando un po’ ai miei potenziali elettori, alcune situazioni.

La dico in pochissime parole: una delle cose che devo spiegare, è la possibilità (scongiurandola sempre, davvero!!) del voto disgiunto. Immaginate il perché?

Non è che le Note di oggi siano di particolare interesse, né è di particolare interesse il fatto che io mi candidi, come Indipendente, con la Lista del Partito Socialista, al Comune di Pesaro, alle prossime Amministrative, sebbene io sia molto contento di questa cosa.

Più interessante, ho pensato, fosse raccontare il mio scenario (e se posso dire quello dell’Associazione – comunque difficile da prevedere!) rispetto agli sviluppi del PD e relativamente a quali sviluppi si potrebbero vedere nei prossimi mesi nel rapporto Socialisti / PD. La gestione Franceschini, ha visibilmente tranquillizzato la situazione interna al PD, e non si esclude, che possa riportare il PD a percentuali meno basse di quelle di cui si scriveva nelle scorse settimane. La mia opinione, è che in quel caso, Franceschini debba davvero avere il diritto di rimanere alla guida del PD, rimettendo nel cassetto tutte le altre ipotesi, Bersani compreso!! Nei riguardi del quale, quì lo scrivo e non lo nego, non faccio grande affidamento, poichè penso che non possa fare meglio.

Ciò che si intravvede ( mi pare, io lo penso, e sono confortato dalla lettura ….dei nazionali sic!!) è che con modalità che si definiranno prossimamente, (il gioco deve essere raffinato!!) una parte del PD, quella che per comodità potremmo dire, dei Cattolici più integralisti, chissà se capitanati o meno da Rutelli, potrebbero lasciare il PD, verso sponde più culturalmente vicine. Il PD assumerebbe quindi un connotato sempre più, …laico, e la presenza Cattolica, rappresentata dall’ala dei Cattolici “democratici”. Ho rappresentato in pochissime righe, per finire in fretta, ”una lettura” della situazione. Ecco! In quell’ottica che si fa dei Socialisti? O meglio, che fanno sia il PD che i Socialisti, del rapporto PD / Socialisti? La strada è lunga, e il necessario “riposizionamento” dei Socialisti, richiede tempi, percorso e…. certamente risultati. Mi sono impegnato con i Socialisti, in quest’ottica. E a quest’ottica intendo dedicarmi.

Voglio raccontarvi anche, che di tutto questo, e della mia lettura, ho piacevolmente parlato con Daniele Vimini. L’ho trovato disponibile, cortese e comprensivo delle cose. Ha parlato di me come di un PD prestato ai Socialisti. Vedremo come vanno le cose. Sono contento del suo comportamento, sono contento della situazione che si è venuta a creare. Il mio orizzonte di impegno è quello che ho descritto per sommi capi.

Grazie

Gioacchino Guastamacchia

Quell’amalgama non riuscito

Febbraio 23, 2009

Come sempre esordisco con l’impegno categorico a non dilungarmi. Eppure in questo caso, sarà molto impegnativo, perchè scrivere del perchè il PD è giunto a tal punto, ed esprimere in sintesi la mia opinione sulla “soluzione” che si è trovata, è un impegno notevole. Nella fase costituente del PD, ho fatto attivamente parte dell’Area Bindi, non certo per particolare senso di vicinanza, quanto per contrarietà, al “bulgarismo” che mi pareva caratterizzasse, ed ha caratterizzato, l’intera Area Veltroniana, nelle sue diverse componenti. I segni della presenza dell’apparato, e degli apparati dei Partiti fondanti, si sono visti tutti dal primo momento.

Ho scritto e riscritto degli stessi leader politici con le magliette diverse. Di cultura della cooptazione, e di una Logica Politica, ancora fatta, tutta di referenti e amici/amiche, piuttosto che di “capacità”. Ho voluto credere di volta in volta, pur manifestando i dubbi, di volta in volta, agli impegni che il Gruppo Dirigente si prendeva, in nome della comprensione, “loro”, della necessità di costruire il Partito a misura di esigenze della base.

Il 19 dicembre scorso, mi sono seguito la Dir. Naz.le, e quella “tregua armata” finale, sembrava una soluzione possibile, sebbene i giornali, La Repubblica in testa, scrivessero che non si era fatto alcun passo davvero importante. E avevano ragione. Poi da dopo le Feste Natalizie, punto e a capo. Le vicende le conosciamo tutti, una dopo l’altra, e la perdita di credibilità, l’esaurimento del “Sogno” lo abbiamo vissuto in tanti, incredibilmente increduli, che questo Gruppo Dirigente, questi Leader, Centrali e Locali ”non capissero quale guaio stessero combinando. Siamo giunti ad oggi. Come tanti, sono “entrato” all’Assemblea Naz.le con lo stato d’animo del non c’è più nulla da fare, e ne sono uscito, con la sensazione che Franceschini, al quale in partenza non davo credito per nulla, per ovvie ragioni, (non rappresentabili quì) ha detto cose condivisibili. Quali? Che azzera tutto, che coinvolge altri Livelli, che non media con nessuno le sue decisioni, che Berlusconi è inadeguato alla nostra Società complessa. E’ stato un’altro risultato “bulgaro”. E fatta? Ci siamo? Partiamo dopo tanti mesi di ritardo alla formazione del PD che molti di noi avevano in mente? Speriamo! Ma quì si parte da un punto di credibilità bruciata.

E’ più facile non crederci che il contrario. Perchè? Perchè i gruppi Dirigenti Territoriali, “di nuova generazione” che presumibilmente saranno l’ossatura della nuova riorganizzazione di Franceschini, se ci sarà per davvero, sono, per lo più, quelli Cooptati. Se non sono direttamente i Potentati Locali di DS e Margherita che si sono eletti loro stessi a Capo delle Strutture Territoriali, sono quelli che quei Potentati hanno voluto in quei posti, solo per far finta di rinnovare, perchè dietro sono rimasti “loro”, sempre, a tirare le fila, ed i fili delle cose. Quindi? Diamo fiducia oppure non c’è più nulla da fare, per via di un Peccato Originale della fase Costituente? Non Lo So!  Tendo a propendere per questa lettura. Ci saranno giorni di ripresa della fiducia, come già è stato in altri passaggi, in questi mesi, di apparente ripresa, poi la natura ancora fortemente confusa, delle posizioni Politiche più valoriali del PD, riaprirà “la dialettica interna” sacrosanta sia inteso, ma…. temo che il PD possa non farcela. Avevo detto nei mesi passati, sopratutto dopo la delusione vissuta a proposito dell’Area Bindi, e delle sue “dialettiche interne” - ”speriamo che Veltroni ci stupisca”. I suoi interventi sul rinnovamento mi facevano sperare, speravo che ci riuscisse, sebbene mi guardavo intorno e vedevo altro. Ora per l’ultima volta, mi vien da dire “speriamo che Fanceschini ci stupisca”. In cuor mio però, penso che da noi, voglio dire in Italia, non sembra ancora maturo il Progetto di amalgama tra Cattolici e Sinistra riformista, Socialista democratica. E sono più portato a pensare che pur dovendo dialogare strettamente, con l’area dei “Cattolici progressisti”, sia più “opportuno” ricostruire un Partito della Sinistra Riformista ed intelligente, da riprogettare proprio sulle stesse basi del rinnovamento e apertura, che avrebbe dovuto caratterizzare il PD,  piuttosto che continuare a tentare interminabili ricuciture, snervanti e poco comprese. Ancora una volta, mi vien da dire l’ultima, vediamo che accade.

Auguri!

Dicembre 18, 2008

Gli AUGURI di Piacevoli Feste, ho pensato di porli, non a caso, alla vigilia della Direzione nazionale del PD, per poter trasmettere pienamente, il senso di mestizia, che il Natale porta con se! E la mestizia è davvero opportuna, certo insieme ad un senso di allegria e piacevolezza, anch di gioia, ma per quanto concerne la situazione del PD, un pò di condizione riflessiva mi pare proprio opportuna.

Alla Direzione di domani, venerdì 19 dicembre, avrà la meglio, la più armata delle tregue, che il PD, seppure nella sua breve vita, abbia mai vissuto. Quì non c’è più solo D’Alema vs Veltroni, come la cronaca più semplicista riporta, quì c’è un quasi tutti contro tutti, dove i tutti sono quasi sempre ex DS, che si portano dietro ognuno, un ex Margherita. Insomma ognuno ha il suo ticket, beati loro, mentre noi che ci siamo sbattuti, sognando un nuovo Partito, siamo quì a contenere il senso di sfiducia e di delusione.

Vi unisco, giusto a riguardo, uno scritto che ho ricevuto da Giuseppe Lucarini, assessore alla Provincia di PU, che…. se anche lui manifesta fatica, pensate al “militante medio” che deve solo prendere atto che il PD, ad oggi, è stato lo strumento di ricollocazione dei vecchi gruppi dirigenti di DS e Margherita, con qualche segato, (pochi) e qualche inserimento nuovo, che se hanno una caratteristica prevalente è quella pure benevola, di essere per lo più inesperti, e per questo ben trattabili da chi invece ha….. esperienza! E quei gruppi Dirigenti, con la nuova maglietta del PD, in giro per l’Italia, hanno continuato a farsi gli affari, spesso loro, anche quì in continuità con il passato! A mio parere o si realizza discontinuità, o….. tanti saluti! Con benevolenza ovviamente, ma…. quel Partito del 33% a me pare già un lontano ricordo. E a Pesaro e nel Pesarese, dove pare regni una certa tranquillità, a me pare semplicemente che prevalga il tirare a campare! Ma perché a Pesaro non ci sono ragioni per riflettere? Per discutere, magari in luoghi anche appena appena fuori dalle stanze dei pochi? Io credo di si! Si vocifera di una Lista dei Candidati al Consiglio Comunale, in parte bloccata, in parte aperta alle Primarie. Quì devo essere sintetico! Non è scandalosa la proposta, è inopportuna. Se ci sono personalità alle quali si riconoscono capacità, e non ce dubbio che ce ne siano, con la prossima Amministrazione, supposto che il Centro sinistra vinca, si potranno dare a tutti costoro, tutti i posti che si vogliono, ma perchè non si devono mettere tutti, anche loro, alla prova delle Primarie? se Primarie ci saranno per la definizione della Lista dei candidati al Consiglio?

Per finire! Sui giornali di oggi leggo che il Centro destra propone la Catalano a Candidato Sindaco di Pesaro, non so se si tratti di una cosa vera! comunque sia, io che sono del PD dalla prima ora e che con LIBERTA’eguale siamo del PD dalla prima ora, io che voterò PD, faccio gli AUGURI alla Catalano, e non solo Auguri Natalizi.

LIBERTA’eguale dopo le Feste ha in programma alcune iniziative, che vogliamo molto significative.

Per chiudere, insieme agli AUGURI, lancio la voglia di un impegno che LIBERTA’eguale metterà in campo, nel campo della Cultura e del Pensiero Riformista, dei Riformisti.

Il 24 ottobre prossimo PIETRO ICHINO sarà a Pesaro, per un Incontro Pubblico, organizzato da LIBERTA’eguale in accordo con CGIL CISL e UIL e le Categorie del Pubblico Impiego.

Il secondo tema di qs note, riguarda invece l’Assemblea Naz.le di LIBERTA’eguale. E’ a questo riguardo che ho avuto la necessità di prendere del tempo, proprio per verificare gli sviluppi del Dibattito Politico, nei giorni a seguire l’Assemblea. Oltre ogni aspetto celebrativo, si trattava del 10° Anniversario dell’Associazione, l’Assemblea ha messo in evidenza, una certa difficoltà, e varietà del Dibattito interno al PD.

Dopo l’Assemblea scorsa, che fu quella dove Walter Veltroni, dichiarò la volontà del PD di andare da soli alle Elezioni (scorse) – in questa circostanza, la Discussione e gli interventi, hanno invece messo in evidenza, …..la fatica che il PD sta vivendo, la fatica di quel PD che Veltroni aveva profilato con il Discorso del Lingotto, e che LIBERTA’eguale aveva fatto suo senza alcuna incertezza. Si tratta per l’Associazione, certamente di una difficoltà da crescita, in fondo si dice, si è costruito un Partito vero, e da capo (senza tralasciare le problematiche di un Partito che ha risentito molto delle sue ….pressioni oligarchiche)  ma altrettanto certamente, si configura come la difficoltà di un Partito che fatica a sostenere una Linea Riformista, costretta com’è da Berlusconi e dal suo Governo, a fluttuare nelle questioni più serie, trattate con un altissimo tasso di semplificazione. Volendo quì sintetizzare e chiudere, LIBERTA’eguale, ricolloca se stessa su un terreno di impegno intellettuale e di proposta politica a forte matrice Riformista, proponendosi nel ruolo di soggetto “diversificante”, e propositore di “altre” Tesi, da quelle che in qs fase, spesso prevalgono nel PD. Non c’è alcun dubbio nell’Associazione, sulla interpretazione Riformista, dei Temi della Politica da parte di Veltroni, appare evidente però, che questa fase, ed i soggetti che entrano in gioco, dalla maggioranza, alla forma di opposizione sviluppata da Di Pietro, ad altri esponenti del PD, che su svariati temi sono entrati in tensione con la Leadership Veltroniana, fino alla prossima Manifestazione del 25 ottobre, stanno spingendo verso una modalità della Politica, che fa prevalere gli aspetti “mediatici” a quelli di analisi a pratica. Non è esattamente la maniera di sviluppare l’azione politica che LIBERTA’eguale preferisce.  L’impegno dell’Associazione si vuole sviluppare sui temi della Scuola, delle Riforme sulla Giustizia, a quella Elettorale, alle Politiche “Industriali” e del Lavoro; gli ambiti relativamente ai quali appare in grado di avere un ruolo propositore di qualità. Questo è risultato essere il Piano di lavoro per l’anno a venire, ben sapendo che in mezzo….. ci sono scadenze che possono mandare all’aria i piani più….ambiziosi.

Ichino_a_Pesaro_locandina

Essere-partito-democratico

Ottobre 1, 2008

Con piacere partecipo alla diffusione di questa presa di posizione che invito a sottoscrivere e diffondere

Questo “richiamo” al segretario nazionale ed al gruppo dirigente del PD, per noi di LibertàEguale, alla vigilia dell’Assemblea Nazionale dell’Associazione, speriamo possa contribuire a rilanciare con forza un progetto nel quale molti di noi sono coinvolti, e nel quale, sebbene con evidenti dubbi da parte di altri, continuiamo a …credere.

Grazie

Gioacchino Guastamacchia

Al Segretario Nazionale

e al gruppo dirigente del Partito Democratico

Essere-partito-democratico

“Essere, partito e democratico, erano queste le tre parole che ricorrevano con maggior frequenza nel discorso tenuto il 27 giugno 2007 da Walter Veltroni al Lingotto di Torino. Tre parole che rincorrendosi e intrecciandosi a migliaia di altre in un discorso di novanta minuti avevano spinto milioni di italiani a credere che “una nuova stagione” politica fosse non solo possibile ma imminente. Una nuova stagione per il centro sinistra che finalmente poteva identificarsi in un partito che affermava con forza il valore delle libertà individuali, che individuava nella crescita economica, nella competizione e nell’innovazione la strada per una maggiore equità sociale, che riconosceva la centralità della piccola e media impresa nel nostro sistema produttivo, che aborriva lo sperpero del denaro pubblico in nome del cittadino-consumatore e sfidava la destra in nome delle riforme necessarie “contro tutti i conservatorismi”. Un partito “aperto, in primo luogo ai giovani”, il cui gruppo dirigente avrebbe dovuto “essere composto, a tutti i livelli, dai nuovi ragazzi che nei partiti come nella società hanno voglia di spendersi per il loro futuro e per quello del Paese. Aperto ai cittadini, quei movimenti che nel corso di questi anni hanno interpretato meglio la domanda di cambiamento, di rinnovamento della politica che veniva dalla società italiana. Aperto a livello regionale, dove insieme coloro che vengono da storie e da appartenenze di partito” avrebbero dovuto “partecipare contare e decidere, associazioni, gruppi, comitati e singoli cittadini”.

Quella piattaforma politica trovò il consenso di due milioni e mezzo di elettori “paganti” e, qualche mese più tardi, permise effettivamente al PD di inaugurare una “nuova stagione” liberandolo dalle alleanze coatte e proiettando la sua azione – attraverso un programma elettorale serio, concreto e credibile – sul terreno delle riforme necessarie al Paese. Quella piattaforma politica e quel programma elettorale convinsero il 33% degli elettori italiani a fidarsi del Partito Democratico (nonostante le macerie del Governo Prodi fossero ancora lì, fumanti a testimoniare il fallimento della coalizione).

Quella piattaforma politica e quel programma mantengono tuttora inalterata la loro carica innovativa, la loro solidità e la loro legittimazione. Rinunciare al loro perseguimento, metterli continuamente discussione finanche sconfessarli senza un passaggio congressuale significa compromettere irrimediabilmente la credibilità del PD agli occhi degli elettori. Questo non può e non deve essere accettato dal gruppo dirigente del partito ma soprattutto non può e non deve essere in alcun modo tollerato dal Segretario.

Il partito nel quale ci riconosciamo e del quale vorremmo continuare ad ESSERE parte attiva è quello “concepito” al Lingotto di Torino, il progetto di riforme che continueremo a sostenere è quello indicato nel programma: “dieci pilastri e un metodo”. Al loro rispetto e ad un loro chiaro e forte rilancio vorremmo richiamare il Segretario nazionale e tutta la classe dirigente del PD, nazionale e locale.

Per continuare ad ESSERE-PARTITO-DEMOCRATICO, per continuare ad essere CREDIBILI.

Cristian Amatori; Luigi Marattin; Antonio Funiciello; Massimo Rubechi; Ivan Buccoglieri; Gioacchino Guastamacchia; ”

Carissimi
Poiché so bene quanto ognuno di voi sia lettore attento delle vicende della politica, sono certo che l’opinione di pesantezza del clima interno al PD, supposto nel titolo di qs post, sia stato già colto da voi. Eppure ho voluto riportarlo, dopo aver aspettato però, gli sviluppi di alcuni passaggi, non ultimo, l’Assemblea Nazionale del PD dello scorso venerdì 20 giugno.
Ho voluto attendere, per scrivere queste note, che si svolgesse quell’assemblea, innanzitutto per verificare “la fondatezza” della chiave interpretativa che Enrico Morando ci ha fornito, in occasione dell’incontro che abbiamo avuto con lui, lo scorso 13 giugno, preliminarmente all’Incontro Pubblico della sera, che, nonostante una importante partita di Calcio degli europei, ha visto una presenza sufficiente, in Sala del Consiglio Comunale di Pesaro.
Per sintesi, dell’Incontro Pubblico vi invito a leggere sul Blog di Silvio Mantovani http://www.antelitteram.info (che in generale consiglio di leggere) le note su quell’Incontro, che trovate nello specifico all’indirizzo: http://www.antelitteram.info/?p=914;mentre appunto sulla difficoltà della situazione interna al PD, la lettura fornita da Enrico Morando, è stata direi, pienamente confermata, e la sua “chiave interpretativa”, è appunto di particolare importanza per capire alcuni passaggi.
Devo dire che già Domenica 15/6 in TV, alla trasmissione “in 1/2ora” di Lucia Annunziata, Rosy Bindi, dal suo punto di vista, aveva confermato in pieno la lettura Morando, dando sue soluzioni, (piuttosto diverse) – Poi l’Assemblea Nazionale, poi mentre scrivo, una articolo sul Corriere della sera online, all’indirizzo: http://www.corriere.it/politica/08_giugno_22/parisi_intervista_22b495e6-4029-11dd-8fe9-00144f02aabc.shtml che nonostante si possa “sminuire” per l’impatto polemico che Parisi ha dato, risultano nel loro insieme, passaggi che hanno confermato un momento difficile del PD; difficoltà che l’Assemblea Nazionale, non solo, pare non abbia risolto per nulla, ma sembra che lasci aperti allo sviluppo, proprio a partire dall’Assemblea, i giochi “di ruolo” delle varie “componenti”.
Non volendomi dilungare, la metafora attuale, pare quella di un Veltroni al quale tutti danno fiducia (senza grande stima comunque!!) mentre gli rifilano ceffoni a raffica.
Vien davvero da valutare, se non fosse meglio, non dargli fiducia, senza però rifilargli ceffoni!
Davvero pare che il PD non abbia ancora valutato veramente e collettivamente, i termini della sconfitta elettorale, e soprattutto scelto la linea politica da tenere per i tempi prossimi.
Per la volontà di chiudere rapidamente questa nota, voglio indicare alcune posizioni che sono emerse all’Incontro del gruppo di Libertà Eguale, proposte da Morando, e mi pare assunte dagli aderenti all’Associazione:

1)      Non c’è contrarietà pregiudiziale alla formazione di “correnti” interne al PD, se queste hanno soprattutto il carattere di aree culturali e di pensiero, contro le logiche delle correnti che rivendicano percentuali di rappresentanza, posti e ruoli.

2)      Se “correnti” ci devono essere meglio che NON siano la riproposizione delle vecchie correnti ex DS ed ex Margherita, come invece sta accadendo, tentando invece di realizzare forme di aggregazione di aree “trasversali”

3)      L’importanza del Congresso per il PD, è dato dalla necessità di una occasione di confronto vero e profondo sulle analisi, e sulle vie da seguire. Per superare i comportamenti equivoci della stima e dei ceffoni.

4)      Rivisitazione di alcuni “comportamenti” del Leader del PD, riconfermando nel contempo una linea politica di matrice “riformista”, e lo spirito del PD come partito a vocazione maggioritario, che definisce le alleanze in prospettiva delle Elezioni amministrative, sulla base di programmi certi e definiti.

5)      Impegno del Partito e dell’Area liberal-riformista a favore di strumenti di Formazione politica

6)      Impegno a favore di un rinnovamento vero del PD!   Ciò che il PD è attualmente, in tutta Italia, è innanzitutto la riconferma dei Gruppi Dirigenti di DS e Margherita, con la presenza, in taluni luoghi di “aggiunte” spiegabili di luogo in luogo.

7)      Impegno dell’Area e dell’Associazione, affinchè nei territori dove si è presenti, si realizzino forme di collaborazione con Aree politico-culturali di matrice riformista, rimaste fuori dal percorso costituente del PD.

8)      Sviluppo di Iniziative locali, sia in ordine a tematiche territoriali, sia in ordine a Temi di levatura Nazionale.

Ovvio a dirsi che Libertà Eguale di Pesaro e Urbino, è particolarmente impegnata in questo Progetto di Lavoro.

Dalle elezioni è emersa una forza democratica d’opposizione, un partito che in tutte le regioni italiane ha una rappresentanza che oscilla dal 25 al 50%. Questa è la vera novità. Da li bisogna partire, radicando questo partito e fondando una nuova generazione politica, e cercando di costruirsi una forte rappresentanza sociale, quella adatta ad un partito democratico.

Partire da una opposizione, seria, serena, ferma, responsabile, un’alternativa percepibile e riconoscibile, responsabile ma non per questo meno severa.

Certo. Ho incontrato tante persone deluse in questi giorni, amareggiate.

Non credete a chi dice che aveva capito tutto e lo dice guarda caso solo oggi. La verità è che tutti speravamo almeno un po’ meglio.

Evidentemente Veltroni era riuscito a rimotivare a ricreare un po’ di fiducia, dando una percezione anche superiore alla realtà. E dopo la situazione dell’ultimo anno, con i sondaggi a picco sembrava tanto. Le novità della campagna elettorale erano venute prima di tutto dal PD, costringendo l’altra parte ad inseguire.

Ma le due ultime settimane tutti abbiamo avvertito che c’era una barriera difficile da superare. La barriera del giudizio del paese su un centrosinistra che per ben due volte andava al governo e cadeva prima della conclusione del mandato, la barriera del giudizio su un governo che in meno di due anni è riuscito a caricarsi, per motivi difficili anche da capire, tutte le problematiche degli ultimi dieci anni (Alitalia, immigrazione, sicurezza), la barriera della sensazione di un Veltroni solitario, che non poteva difendere il governo ed allo stesso tempo nei fatti superarlo mettendo in campo le novità, la barriera di un pregiudizio dell’elettorato moderato che ancora non riesce a fidarsi della sinistra italiana, anche quando è moderata ed ha in simpatia il suo leader.

Il caso Roma è diverso. Li abbiamo sbagliato candidatura. Non si candida mai in un Comune un sindaco del passato. Soprattutto dopo un certo Veltroni.

Due anni fa quando siamo andati al governo sapevamo che sarebbe stato difficilissimo con un paese spaccato a metà come la mela dei Beatles, con un Senato senza maggioranza. Forse ci voleva due anni fa più coraggio e prendere atto di questa situazione.

Ed ora? Ora abbiamo due strade. Ricominciare nell’eterna discussione interna, con leadership in eterno contrasto, sempre con gli stessi nomi a muoversi nel sommerso.

Oppure …. Oppure riprender il viaggio da dove siamo ora. Mettersi a disposizione del futuro.

Veltroni deve andare avanti radicare il PD nel paese. Creare le condizioni per un profondo rinnovamento delle persone ed anche dei linguaggi. E noi tutti dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo sostenerlo in questo impegno. Disponibili se sarà necessario anche ad una battaglia politica per sostenerlo. Non so immaginare cosa si potrebbe fare altrimenti.

Ci sarà anche il tempo delle alleanze. E’ logico ed inevitabile. Ma le alleanze funzionano fra soggetti forti che hanno concluso un proprio autonomo percorso di riflessione, e per questo sono pronti a riprendere il cammino.

Conosco troppo bene i linguaggi di partito, per non avvertire cosa c’è dietro il dibattito che leggo in questi giorni dentro al PD.

Partito leggero o pesante, alleanze o no. In realtà pretattiche per consolidare posizioni interne.

In realtà nella sconfitta ci siamo tutti, non solo i protagonisti dell’ultimo tratto del percorso.

Ed è ben altro il compito principale che ci spetta. Il punto vero di discussione.

Si è detto che dal 94 la sinistra democratica anche quando ha governato non è mai stata maggioranza solida nel paese. Ma in realtà non lo è mai stata neppure nella prima repubblica.

Nel 2004 addirittura eravamo minoranza. E forse nel 2004, alla fine di quella notte tremenda, avremmo dovuto assumere decisioni diverse. Non si governa con i metodi ordinari, un paese spaccato a metà, non solo nei voti anche negli animi. I leader del nostro album, dico della DC e del PCI, non l’avrebbero fatto. Servivano nel 2004 decisioni di profilo più alto. Date le premesse era quasi scontato quello che è poi accaduto.

Per la seconda volta siamo andati al governo del paese e siamo caduti prima della scadenza.

Possiamo anche questa volta incolpare il candidato chiamato a metterci una pezza o non dobbiamo finalmente utilizzare l’occasione per riflettere a fondo? Mi pare che abbiamo tutto il tempo per farlo.

Il primo punto di riflessione. Tutti abbiamo avvertito nella prima parte della campagna elettorale di Veltroni un ottimo effetto di sparigliamento e di rimotivazione del nostro elettorato, fino a pochi giorni prima, come dire un po’ sconcertato?

Ma le ultime due settimane abbiamo avvertito una barriera difficile da superare. Non solo il giudizio sul governo, ma una barriera più solida più antica, il pregiudizio di un elettorato moderato che non riesce ancora a fidarsi della sinistra italiana, anche quando è moderata e presenta un leader stimato.

Questo è il punto vero. Quando ci presentiamo al governo nazionale, o vinciamo per poco e graqzie all’astensionismo degli altri, oppure perdiamo nettamente.

Come superare questa barriera è il problema vero, storico della sinistra o del centrosinistra in questo paese. Come interpretare gli italiani, con un autonomo progetto senza scimiottare la destra o la lega.

Secondo punto di riflessione. Partito leggero o pesante? Ma leggero o pesante de chè? La forza della sinistra e dei democratici è sempre stato l’insediamento territoriale. Ma il problema è la qualità del nostro insediamento. I nostri iscritti attuali rappresentano davvero la società italiana o comunque quella società che un partito democratico dovrebbe rappresentare?. Qui il discorso è tutto da fare. Sezioni aperte. Ma fateci il piacere. Sono sempre state aperte mentre voi eravate a Roma. Chi parla di partito pesante spesso parla solo del suo pezzo di partito.

Terzo punto: le alleanze.

L’iniziativa di Veltroni è servita per far nascere davvero il PD. Oggi dalle elezioni è emersa una forza democratica d’opposizione, un partito che in tutte le regioni italiane ha una rappresentanza che oscilla dal 25 al 50%.

Da li bisogna partire. Dalla costruzione di un soggetto che si insedia e si candida alla guida del paese. E che si allea sulla base di un accordo serio sui programmi.

Ci sarà anche il tempo delle alleanze. Sarebbe folle non costruirle alle amministrative. Figuriamoci nei piccoli comuni. Ma dobbiamo anche dar tempo alle cose. Le alleanze funzionano fra soggetti forti che hanno concluso un proprio autonomo percorso di riflessione, e per questo sono pronti a riprendere il cammino. Se possibile, su accordi chiari, insieme.

Non so se Veltroni sarà il leader anche fra cinque anni. Ma so che adesso a lui dobbiamo dare il compito di andare avanti e sono convinto che ogni prospettiva diversa sarebbe suicida.

Soprattutto a lui spetta il compito di radicare il PD e di porre le condizione per una nuova generazione politica.

GIUSEPPE LUCARINI

Assessore Provincia Pesaro e Urbino

Mi porto dietro un pesantissimo fardello, dato dall’essere diventato “maturo” avendo sempre vissuto, con una certa passione, la Politica. Solo questo pesantissimo fardello (e quasi quasi non bastava neppure quello) mi ha impedito di dare retta a quel “sentire” intimo e profondo che mi spinge(va) a non votare. Andrò a votare, principalmente perchè VOGLIO VOTARE CONTRO, e non riesco ancora a pensare di poter votare PER ….per convincimento, nonostante mi sento di dover ringraziare Veltroni per l’impegno che ci ha messo! Non mi sento in accordo pieno con l’impostazione che Veltroni ha dato alla campagna elettorale, e neppure sono certo che il suo possa essere un lavoro pienamente condivisibile, nella ipotesi (credo difficile) di una vittoria del PD! Eppure gli riconosco il merito di un impegno davvero notevole! …il suo!! Io nel mio piccolo banalmente lo ringrazio!! Voglio votare contro il Peronismo Berlusconiano, la Mediocrità culturale innanzitutto, e politica poi, del CentroDestra Italiano, voglio votare contro l’Ignoranza, del CentroDestra Italiano, proprio l’Ignoranza, perchè io li trovo ignoranti, mediocri e pressappochisti! Voglio votare contro Berlusconi, e non contro il “leader dello schieramento avversario” contro Tremonti, contro Bondi, Cicchitto, Prestigiacomo, Schifani! Ecco si! Schifani e quanti altri mediocri Yes-men stanno in quello schieramento!! Perché seppure si tratta di considerazioni tagliate con l’accetta, di Yes-men si tratta! Punto e basta!! Avessero la dignità di una posizione libera, sulla quale poter davvero discutere, avessero la dignità di un punto di vista che non sia solo ossequioso, riverente e servile, di una visione delle cose, avessero la dignità di smentire il CentroSinistra in modo “credibile” intelligente! – fosse insomma un CentroDestra dignitoso, ……quanti voti potrebbero prendere, e magari anche il mio. Invece sono Miserabili, e mi tocca votare un PD che non mi convince molto! Ecco! un PD che mi convince poco! Sebbene debba riconoscere a Veltroni un impegno meritevole! Servirà? Si e No! Saranno comunque tanti coloro che andranno a votare! Certo, avremo forse un livello di astensione dal voto, e poi di schede bianche e nulle, in numero più consistente delle precedenti Elezioni, ma..gli Italiani poi, alla fine, a votare ci vanno! Come se andare a votare riempisse gli spazi del tempo, quasi come..a votare come a Messa, insomma, mille incertezze, mille dubbi, assenza di convinzioni e di convincimento, nessuna passione, ma..a votare ci andranno (ci andremo) in tanti comunque! Servirà dunque?? Non servirà credo! perché alla Camera dei Deputati, quel voto in più, (quel voto!) che porta al premio di maggioranza lo avranno i pressappochisti, come al Senato, avranno quei pochi (pochissimi) senatori, che faranno dir loro in modo sguaiato, quale è la loro naturale modalità di espressione, di aver vinto le Elezioni (da mediocri quali sono!) – (Un inciso: mi è piaciuto D’Alema qualche giorno fa, quando rispose ad un giornalista che gli chiedeva di commentare una delle puttanate Berlusconiane, che Berlusconi non è commentabile, è solo, doveva dirlo, uno scemo! Ma non l’ha detto!!) Si! Servirà Forse! Perché il PD, pure perdente per poco (qui mi gioco completamente la credibilità di lettore dei fatti sociali) dovrà davvero cambiare la natura della Politica, la sua capacità di essere percepito come soggetto innovatore della Politica! No! Fino ad ora però non si è visto questo! Mettiamola così: è valso il metodo della ‘ “ammoina” insomma un muoviti muoviti che non so bene cosa abbia mosso davvero! Alla notevole mediaticità Veltroniana, che ha spinto su un PD nuovo e diverso, è corrisposto, nelle Città, un atteggiamento di più basso profilo, è prevalsa “ammoina”, dove ad essere stati visibili, sono stati gli equilibrismi, e le attenzioni per i Candidati di interesse, (per altro pre-determinati) Si sono visti gli apparati, (talvolta neppure ben funzionanti) un po’ “freddi”, per via delle garanzie di elezione, di chi si è voluto venisse eletto, ed è per questo che, sebbene alla fine molti di noi indecisi, andranno (andremo) a votare, ci andremo per via del mal di pancia che ci verrebbe in caso contrario, nel caso avessimo avuto la forza di non andarci a votare! Ci andremo con lo spirito del non poter sopportare quel senso di colpa, nel caso di un successo dei mediocri!! Ancora una volta, e non so se la Storia si ripete, a votare ci andrò (e credo che molti ci andranno) turandomi, naso, occhi e orecchie, sperando che non si ripeta un’altra delusione!! A presto

Gioacchino Guastamacchia